La mia storia

La mia è la storia di una donna come tante, legata alle tradizioni, amante della buona cucina e delle specialità della propria terra. È una vita fatta di affetti profondi e ricordi d'infanzia legati alla città di origine, dove è cresciuta condividendo sogni e giochi con gli amici di sempre.

Un Segreto Custodito
tra le Rue di Ascoli

La storia delle mie olive all'ascolana non inizia in un laboratorio moderno. Inizia tanto tempo fa, tra le storiche rue del centro di Ascoli Piceno, nell'atmosfera calda e fumante di una signorile famiglia ascolana
È lì che è nato questo sapore unico, racchiuso in una ricetta preziosa della mia prozia Giulia Formica che porto nel cuore.
Nata nella città delle cento torri alla fine dell'Ottocento, lavorava come cuoca per un'aristocratica famiglia ascolana. Come accadeva in tutte le case benestanti dell'epoca, insieme alle governanti recuperava le carni avanzate dai banchetti, le sminuzzava e le legava con uova e altri saporiti ingredienti per farne il ripieno di una specialità che sarebbe diventata celebre nel mondo: l'oliva all'ascolana. A decretarne il successo, oltre alla novità di questo abbinamento, fu la straordinaria bontà del prodotto e il rito quasi sacro del suo procedimento: dallo snocciolamento a spirale alla meticolosa panatura, fino alla frittura in olio bollente.

Un’Eredità Speciale Scritta a Mano

Zia Giulia affinò la sua arte lavorando anche nelle cucine del celebre ristorante Tornasacco, a quel tempo pilastro della gastronomia di Ascoli, e nella storica trattoria "Della Fortuna", a due passi da piazza dell'Arengo e dalla piazza del popolo, una tra le più belle al mondo.
Fu lei a trascrivere con una matita, su un foglio di carta paglia, la procedura, gli ingredienti e le proporzioni esatte della vera oliva all'ascolana. tramandò questo sapere a sua nipote, Maria Formica, mia madre, che a sua volta lo ha affidato a me.
Oggi sono ultraottantenne e custodisco ancora quella formula. Anni fa, vedendo che la carta paglia originale stava sbiadendo sotto il peso dei decenni, ho ricopiato tutto con la mia calligrafia elementare su un quaderno per non perdere nemmeno una parola.

Il Mio Viaggio da Ascoli a Fermo

Ascoli, con la meraviglia senza tempo del suo travertino e delle sue cento torri, non è solo il luogo in cui sono nata, ma è una parte fondamentale di ciò che sono.
L'amore profondo che provo per la città picena si riflette nei ricordi indelebili legati alla rua degli Sgariglia dove sono nata e ai miei amici d'infanzia; siamo cresciuti insieme correndo tra quelle rue storiche e condividendo giochi, sogni e i primi sapori autentici. Anche a distanza di anni, quel legame fraterno con la mia terra e con le persone con cui ho condiviso la giovinezza rimane il motore di ogni mio gesto in cucina.
Con questo bagaglio di affetti nel cuore, nella seconda metà degli anni Cinquanta — poco dopo il mio matrimonio con Franco nel 1955 — partimmo in pullman alla volta di Fermo. Desideravo fargli conoscere i miei nonni paterni e fargli scoprire quella splendida realtà dove, fin da ragazza, trascorrevo le vacanze estive.

Durante una passeggiata in quei giorni, in una Fermo dove la fiorente industria calzaturiera stava crescendo a vista d'occhio, a mio marito balzò all'occhio un cartello: cercavano un fresatore e offrivano una paga giornaliera di 1.000 lire. Franco, che ad Ascoli faceva il ciabattino e guadagnava appena 200 lire al giorno, non ci pensò un attimo. Bussò a quella porta, ottenne il posto e ricevette la conferma che avrebbe iniziato l'indomani stesso.
Entusiasti ci siamo confrontati con i miei nonni, felici di poterci ospitare. Ottenuto il loro assenso siamo corsi a cercare una cabina telefonica per avvisare i nostri parenti ad Ascoli che saremmo rimasti a Fermo.
Quel giorno abbiamo messo le nostre radici qui; da allora sono trascorsi più di settanta anni. Ci siamo sempre detti di essere stati fortunati a capitare tra questa gente, genuina e ospitale proprio come noi ascolani.

Nel trasloco ho comunque portato con me un bene prezioso: il profumo e i sapori della mia terra.
Le mie olive e il fritto misto all'ascolana a casa nostra sono sempre state un rito irrinunciabile. All'inizio li preparavo anche per stupire gli amici e i conoscenti, ma poi, attraverso il passaparola ho iniziato a prepararli per l'intera zona. Chiunque assaggiasse le olive preparate da me riconosceva la differenza, anche perché Franco tornava appositamente ad Ascoli, da Tempera Olive, per comperare le materie prime. Sceglieva le olive una ad una, del calibro giusto, affinché il bilanciamento tra la polpa dell'oliva e il ripieno di carne farcita fosse semplicemente perfetto.

L'Arte del Coltello e della Tradizione

Oggi alla mia età non accetto ancora nessun compromesso sulla qualità.

Le olive all'ascolana sono un vero capolavoro di manualità, proprio come mi è stato insegnato. La snocciolatura a mano dell'oliva tenera ascolana viene effettuata con la punta di un coltellino creando il classico taglio a spirale. Utilizzo solo ingredienti del territorio con carni selezionate e materie prime che rispettano la vera tradizione ascolana. Su questi punti ho istruito con severità e tanto amore le mie figlie e i miei nipoti.

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La vera oliva ascolana sulla Tua tavola

Sono stati proprio i miei amici di sempre e i tanti estimatori che, giorno dopo giorno, mi hanno spinta a fare questo grande passo. Attraverso questo sito, che dedico a mio marito Franco, io e la mia famiglia abbiamo deciso di dare a chiunque il privilegio di assaggiare la vera oliva all'ascolana. Quella fatta a mano, che profuma di casa, di storia e di domeniche in famiglia.

Alba Biondi

Alba Biondi